Luisa Papotti confermata alla presidenza fino al 2029; nel nuovo Consiglio confermate le designazioni di Città di Torino, Regione Piemonte, Istituto per la storia del Risorgimento italiano e Comitato di Torino dell’Istituto
È stato rinnovato il Consiglio di Indirizzo del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, che resterà in carica per il triennio 2026–2029.
Nel nuovo Consiglio sono confermati, nel segno della continuità, i componenti indicati dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte, dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e dal Comitato di Torino dell’Istituto.
Per il triennio 2026–2029 il Consiglio sarà composto da Luisa Papotti, Raffaella Ronchetta, Ester De Fort e Silvano Montaldo. In rappresentanza della Regione Piemonte ne fa inoltre parte, fino a eventuale delega, il presidente Alberto Cirio.
I membri designati hanno individuato come membri cooptati Dario Disegni, Christian Greco, Paola Gribaudo e Carmine Pinto.
Luisa Papotti è stata confermata alla presidenza del Museo per il nuovo triennio.
«Sono grata alla Città di Torino per la fiducia che mi dimostra, offrendomi l’opportunità di proseguire nell’impegno per la valorizzazione del Museo del Risorgimento, istituzione antica e di grande significato per Torino e per il nostro Paese. Operare per un nuovo triennio consentirà di proseguire nel percorso intrapreso per rendere il Museo più aperto e fruibile, ma anche di affrontare nuove progettualità che ne arricchiscano il percorso espositivo, con attenzione ai temi dell’accessibilità, della partecipazione culturale e della formazione», ha dichiarato la presidente.
La conferma della presidenza e il rinnovo del Consiglio si inseriscono nel percorso di crescita intrapreso dal Museo negli ultimi anni, caratterizzato dall’incremento dei visitatori, dalla realizzazione di convegni ed esposizioni temporanee e dall’apertura degli spazi del Museo ai principali eventi pubblici e privati della città.
Un percorso orientato a rafforzare il ruolo del Museo come luogo di ricerca, divulgazione e partecipazione culturale, portando al pubblico gli esiti delle più aggiornate ricerche storiche sul periodo risorgimentale e sviluppando nuove progettualità dedicate all’accessibilità, alla formazione e alla fruizione del patrimonio.