All’interno della consueta partecipazione degli Archivi storici del Museo all’iniziativa Archivissima. Il festival degli Archivi, dedicata al tema Carnet de voyage, con la mostra Massimo d’Azeglio, un pittore in viaggio il Museo ha voluto proporre al pubblico un lato meno conosciuto del grande politico e pensatore, esponendo un piccolo album di suoi disegni e acquarelli. Non si tratta di un omaggio all’esperienza pittorica, seppur di rilievo e più volte riconosciuta, di Massimo d’Azeglio, ma dell’occasione di volgere uno sguardo diverso nei confronti della sua esperienza creativa, nella quale si incontrano immagine e testo, scrittura e pittura. Eseguiti dal vero nel corso dei suoi molteplici viaggi e soggiorni nella penisola, gli schizzi documentano i luoghi, gli stati d’animo, le passioni di un politico-artista, romanziere, pittore, uomo “nato seducente”, come ebbe a definirlo il suocero Alessandro Manzoni.
Nell’album il tema del viaggio ricorre nei continui spostamenti lungo la penisola; si tratta di viaggi fisici, che allo stesso tempo segnano un’evoluzione intellettuale e creativa. Compulsivo nell’apprendere, Massimo dipinge dal vero, stringe relazioni con vedutisti e paesisti francesi, si dedica allo studio della musica, della storia, della letteratura; via via la sua attività artistica tende a fondere pittura e scrittura fino a divenire taccuino della sua attività politica, come testimoniano gli ultimi schizzi del carnet, tracciati a Monte Berico nel corso della prima guerra di indipendenza.
Così, nell’esposizione, l’oggetto fisico dell’album diviene diario e racconto non solo di luoghi, ma narrazione di un viaggio interiore.
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dalla mostra
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